Uso Della Radio del Taxi

La Radio in auto

La radio installata in auto deve essere raggiungibile dall’autista senza assumere posizioni o movimenti strani e comunque incompatibili con la guida del mezzo. Sono assolutamente da evitare posizioni a sinistra del tunnel centrale, ovvero nei pressi della gamba destra dell’autista. E’ questa una posizione pericolosa, la semplice caduta del microfono tra i piedi dell’autista potrebbe avere conseguenza poco gradevoli, oltre all’ingombro dell’apparecchio in una zona soggetta a numerosi movimenti. L’ideale è chiaramente nella parte anteriore del tunnel centrale, ma raramente in questa zona ci sarà un vano adatto a questo scopo. Più probabilmente sarà possibile un montaggio, non certo ottimale, sulla parte destra del medesimo tunnel centrale, lato passeggero, in modo che la parte frontale della radio sia visibile, e accessibile, da parte dell’autista. Un’altra alternativa è il posizionamento nel cassettino portaoggetti lato passeggero, raramente è presente un vano dal lato sinistro dell’auto. Tra le posizioni più infelici dal punto di vista dell’utilizzatore è sicuramente il montaggio sotto il sedile di guida. L’accesso visivo al frontale della radio è praticamente impossibile e per il cambio del canale ci si deve affidare alla memoria.

L’antenna

Una radio di marca nota è del tutto inutile se è priva di un impianto di antenna adeguato e efficiente.

La radio necessita di una antenna adatta, necessità inderogabile. La soluzione migliore, più economica e più semplice rimane il “quartino in acciaio”, il classico stilo in acciaio lungo poco meno di 50 cm montato sul  tetto della vettura a mezzo di un foro. La posizione è decisa in base alla situazione specifica, quali possibili accessi dall’imperiale e la presenza di barre di rinforzo e rivestimenti dal lato inferiore del tetto. In merito esistono alcune alternative, tutte di ripiego, ovvero alternative il cui uso non fornisce le prestazioni del citato quartino e sono solitamente meno economiche.

Nello specifico antenne più corte dei citati 45 – 50 cm, dalla posizione non verticale, oppure antenne con base magnetica poste al limite del tetto, forniscono prestazioni modeste. La soluzione peggiore in assoluto, e sicuramente anche quella più cara, è l’antenna adesiva montata sul vetro anteriore.

L’antenna deve essere utilizzata in posizione verticale. Inclinazioni inferiori a 70 – 80 gradi degradano seriamente le prestazioni del sistema. Degrado che sarà molto più evidente in trasmissione che non in ricezione, ovvero dal punto di vista di chi è seduto in auto la ricezione avverrà regolarmente, il problema nasce quando ci si deve far sentire dal personale in centrale. Un antenna con inclinazioni inferiori a 30 gradi rispetto al tetto è sostanzialmente una antenna inutile, oltre ad essere pericolosa per la buona salute degli stadi di trasmissione della radio.

In qualsiasi  caso l’antenna va tarata utilizzando un’adeguata strumentazione. L’antenna va ottimizzata per il funzionamento sulla frequenza prevista. Questa è una operazione indispensabile, tarature a mezzo tabelle, o con un metro nella convinzione che tutte le antenne abbiano la stessa lunghezza è completamente sbagliata. La taratura dell’antenna non porta via più di 10 minuti e dà la sicurezza di un funzionamento ottimale dell’impianto.

 

I ripetitori

Il sistema in uso in questo momento prevede due postazioni ripetitrici, una posta nei pressi della Basilica di Superga per i canali 1 e 3, e una sulla collina di Rivoli per i canali 2 e 5.

La città è generalmente coperta da entrambe le postazioni, in centro sicuramente funzioneranno meglio i canali 1 e 3, mentre sotto collina, dunque da San Mauro sino a Moncalieri e oltre il servizio migliore lo si ottiene sui canali 2 e 5. La tangenziale è ben coperta da entrambi i ripetitori, anche se la preferenza deve andare sulla postazione di Rivoli, dunque i canali 2 e 5.

L’uso dei quattro canali è così suddiviso:

Ch 1 – Lancio corse in città

Ch 2 – Ch di servizio periferia

Ch 3 – Ch di servizio in città

Ch 5 – Lancio corse periferia

Per il personale in centrale i due canali di lancio corse (1 e 5) coincidono, ovvero la centrale trasmette sempre su entrambi i canali. Quello che riceviamo sul  5 lo riceviamo contemporaneamente sul canale 1. I due canali di servizio sono invece separati, dunque è necessario utilizzare quello che, dalla nostra posizione, sentiamo meglio.

Orari…

Le radio di bordo non hanno orario… Non sanno che ora è e funzionano con le medesime prestazioni di giorno come di notte, al mattino come al pomeriggio. In estate come in inverno…

Ogni commento sulle condizioni di questa antenna è superfluo

L’uso della radio

La radio di bordo rimane un accessorio indispensabile, sia per l’immediatezza delle comunicazioni, sia per la sua utilità in caso di emergenza.

Il suo utilizzo deve tuttavia sottostare ad alcune semplici regole.

Ogni radio montata a bordo dell’auto del socio è provvista di selettiva, si tratta di un piccolo circuito che comunica ai sistemi posti in centrale l’identità di chi sta trasmettendo. In questo modo è possibile accettare una corsa, se è lanciata per radio ovviamente, semplicemente premendo per un attimo il tasto del microfono.

La radio, al contrario del telefono, è un sistema di comunicazione che funziona in una direzione per volta. Ovvero… se sto ricevendo non devo parlare, se parlo non posso ricevere. La cosa è valida per chi è in auto come per chi è in centrale. Quindi rispondere alla centrale quando questa sta parlando è inutile..

La sequenza corretta prevede  una piccola attesa tra il momento in cui si preme il tasto e il momento in cui si inizia a parlare. E’ evidente che “guadagnar tempo” iniziando a parlare  prima di avere premuto il tasto non fa che peggiorare la situazione, il personale in centrale perderà completamente l’inizio della frase e si dovrà ripetere la comunicazione ottenendo l’effetto opposto di quanto era nelle nostre intenzioni.

E’ evidente che sia il personale in centrale sia il taxista in giro per la città non sanno cosa sta facendo il corrispondente, dunque al termine di ogni comunicazione da parte della centrale è buona norma comunicare che si è ricevuto il messaggio.

Se “non si riceve nulla”…

Se si hanno problemi nell’uso della radio di bordo è bene effettuare una verifica dell’impianto.

Il nostro laboratorio è a disposizione dei soci in questa situazione, il tempo necessario è quantificabile in pochi minuti ed è gratuito.

Nel caso si riscontrassero problemi si deciderà insieme come meglio affrontare la cosa.

In caso di problemi  sono possibili alcune verifiche che ognuno può effettuare in autonomia:

– Verificare che l’antenna sia in posizione verticale e che il connettore dell’antenna sia correttamente collegato alla radio.

– Sconnettere tutti caricabatteria di smartphone/tablet/navigatori direttamente dalla presa accendino.

– Muovere l’auto di qualche decina di centimetri.

– Verificare se la situazione migliora utilizzando un altro canale, ovvero se siamo sul Ch1 provare sul 5, o viceversa. Se siamo sul Ch 2 provare sul 3, o viceversa.

Alcuni soci non hanno ancora effettuato l’aggiornamento dei canali che è stato effettuato tra la fine del 2017 e l’inizio del 2018, in questa caso mancheranno all’appello alcuni canali..

 Il “ telecomando”

Circa la metà dei soci, tendenzialmente tutti queli provenienti dal 5730, utilizzano, o hanno utilizzato, una radio Icom modello ICF110 fornito di uno scatolino prodotto a suo tempo dalla ditta Pittori che si incarica di accendere, cambiare i canali e regolare il volume della radio.

Questo oggetto è oggi soggetto ad alcune criticità, complici anche gli anni trascorsi, che di fatto ne impediscono un utilizzo certo. Ovvero è possibile che questo tipo di telecomando si inchiodi senza una apparente ragione. La programmazione della radio ne impedisce l’uso normale, ovvero agendo sui comandi nativi, posti sul frontale della radio, non si ottiene nulla di quanto ci si potrebbe aspettare.

La soluzione a questo problema è radicale. Prevede di demodificare la radio facendola tornare alle condizioni originali.

L’intervento consiste nel rimuore dall’auto lo scatolino del telecomando con annessi cablaggi e accessori. Posizionare  il corpo radio in luogo accessibile modificando l’impianto dell’auto. La radio va demodificata e riprogrammata, facendola dunque tornare alle condizioni di funzionamento originali.

Il “tagliando” della radio

Per fortuna una radio non è un’auto, non ha (quasi) parti in movimento, non ha liquidi da controllare o da sostituire, dunque la sua manutenzione è decisamente ridotta. Naturalmente questo non significa che possa funzionare per decine di anni come quando era nuova.

Sorvolando su guasti seri, comunque sempre possibili e che sicuramente, con il passare degli anni, avranno una frequenza sempre maggiore. Avendo  una piccolissima dose di fortuna la nostra radio può realmente superare i decenni praticamente indenne. Tuttavia una “controllata” periodica è una saggia abitudine, i piccoli problemi possono essere risolti sul nascere.

Anche in questa situazione un intervento di controllo è gratuito, e non porta via più di una manciata di minuti.

Apparecchi decisamente datati, che manifestano problemi, particolarmente in ricezione,hanno un valore che difficilmente ne consente una riparazione economicamente vantaggiosa.

La radio, come altri apparecchi elettronici va mantenuta pulita, evitando assulutamente l’impiego di detergenti spray, lucica cruscotti, WD40 o altri prodotti possono danneggiare, anche in modo irreversibile, le poche parti in movimento. Giusto la tastiera posta sul frontale che è uno dei particolari che con il passare del tempo risulterà meno reperibile viene irrimendiabilmente danneggiata da prodotti di questo tipo.

 Se la radio è maggiorenne…

In piazza esistono ancora molti apparecchi decisamente datati.

Uno di questi apparecchi è perfettamente in grado di svolgere il suo compito a condizione che questo funzioni regolarmente.

Purtroppo intervenire su radio che hanno sulle spalle molti anni può rappresentare un problema, la componentistica della radio sarà probabilmente reperibile, ma particolari essenziali, specifici di “quell’apparecchio” potrebbero esserlo meno.

E’ probabile che un microfono sia sostituibile con un altro, anche se di un altro produttore, ma la tastiera del frontale potrebbe essere irreperibile.

Anche la diffusione di un modello è importante, se la mia radio guasta ha tante sorelle è più probabile che sia possibile ricavare quei ricambi che non sono più reperibili semplicemente recuperandoli da un esemplare gemello che ha avuto meno fortuna.

Anche l’eventuale riprogrammazione potrebbe non essere più possibile, essendo questa legata a dispositivi ormai obsoleti. Al momento della produzione della nostra radio erano in uso computer che sono stati sostituiti da tempo, e su quelli attuali i programmi dedicati non sono più funzionanti.

Un esempio per tutti:

ho in casa un vecchio cellulare, anni ‘90, questo funziona perfettamente, la batteria è in condizioni onorevoli, ma la rete attuale non riconosce il nostro telefono che è oggi un oggetto inutile, se non come fermaporte.

La nostra radio è in queste condizioni… se è necessario riprogrammarla, o anche solo controllare le impostazioni caricate all’epoca, non c’è modo di intervenire perchè i programmi in uso, specifici e dedicati alla nostra radio, non funzionano su computer attuali e avere un computer  funzionante coevo della radio è una possibilità decisamente remota.

A meno di non avere conservato, e periodicamente utilizzato, un computer che in pratica serve solo in questa occasione. E’ una possibilità decisamente remota, tutti noi negli ultimi anni abbiamo sostituito computer funzionanti, ma che non erano più utilizzabili per le mutate esigenze.

La radio nuova

Come in tutti i campi anche le radio hanno le loro categorie, esistono marche e modelli più economici, altre meno.

Marche, meglio… rimarche di chiara produzione orientale costeranno meno di marche più”serie”. Un apparecchio per l’uso civile richiede l’omologazione da parte degli organi competenti, dunque il produttore spende cifre importanti per ottenere l’omologazione dei suoi prodotti. Iter che va rinnovato ogni anno, per questo sul mercato troveremo esemplari decisamente più economici, ma privi della documentazione che ne consente l’uso civile.

Il costo di un apparecchio nuovo, di marca nota, è ammortizzabile in un anno con l’equivalente di un caffè al giorno. Potrebbe durare letteralmente una vita, comunque ha sicuramente davanti a se moltissimi anni di funzionamento.

Ovviamente si tratta di un apparecchio che va rispettato… per quanto robusto mal sopporta alcune operazioni.

Provare il microfono di un collega è sempre una pessima idea.

L’umidità, e ovviamente ancora di più l’acqua sono in grado di provocare danni seri, una radio allagata e rimasta intoccata solo per qualche ora sarà quasi certamente solo più adatta al riciclo.

L’antenna va conservata intatta, senza accorciarla, deve essere verticale e va collegata alla radio a mezzo del connettore dedicato, pena seri danni alla radio.

Il Telecomando

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *